Nonostante siano passati quasi tre anni (e probabilmente non interessi a nessuno), scrivo che ho “abbandonato” Linux e che i miei PC e portatili (personali e lavorativi) viaggiano con Windows: i software si evolvono, io invecchio cresco e varie cose possono far spostare l’ago della bilancia tra pro e contro.

In ordine sparso alcuni elementi che hanno pesato in questa scelta:

  • l’ottimo Gnome 2 aveva finito la sua parabola e veniva rimpiazzato dagli acerbi Gnome 3 o Unity, tutte e due bravissimi a infastidirmi e obbligarmi a cambiare modo di impostare il desktop;
  • Windows 7 non era perfetto ma aveva comunque meno deficit dei suddetti desktop environment ed era più stabile;
  • al lavoro sono stato spostato in un altro ufficio, dove lavorare con Windows è risultato più comodo (autenticazione di dominio, strumenti di sviluppo già adottati, preinstallazione e assistenza remota, …);
  • non esite un driver compatibile al 100% con la mia stampante all-in-one wireless della HP;
  • per linux non c’è software/firmware che abbia le stesse funzionalità di quello Windows per: lettore e-book, smartphone, fotocamera;

in generale, non ho più il tempo di smanettare per configurare e far funzionare un software per il quale non vi è certezza di funzionamento sul mio hardware: di conseguenza privilegio la pappa pronta e conosciuta di Windows alla sperimentazione di nuove ricette su Linux.

Ci sono tante funzionalità di Linux o Gnome 2 che mi mancano, quando qualcosa di Windows si blocca sento una vocina che mi ricorda la stabilità di linux (anche se minata dai bug di Unity soprattutto e Gnome 3 a seguire); anche nel mondo Microsoft non mancano situazioni che tendono a impormi un modo diverso di lavorare (ad esempio la schermata start di Win 8 oppure la mancanza della gesture tasto medio negli ultimi driver del touchpad Asus): a seconda della situazione trovo il modo di imporre la mia volontà o mi accontento.

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