In Milton Lumky Territory: è questo il titolo originale di In terra ostile, di Philip K. Dick, che ho comprato prima di fare il viaggio di ritorno in treno da Napoli fino a casa. Non è un romanzo di fantascienza né di fantasy: ma questo l’ho scoperto solo leggendo le prime pagine della prefazione (mai leggere completamente la prefazione in questa collana di libri: rivela quasi tutta la trama). Nessun problema, dopo vari libri di Dick ormai ho una certa fiducia nell’autore e l’interesse a leggere altre sue opere.

A un terzo del libro questa fiducia veniva messa un po’ in discussione, ma con un minimo di pazienza sono riuscito ad appassionarmi, e pure molto, alla trama. Anche se mi aspettavo un finale meno aperto, sono veramente soddisfatto della lettura fatta. Personalmente la storia offre molti punti di riflessione, forse per la sua costante atmosfera di incertezza o forse perché sono riuscito ad immedesimarmi in alcune delle situazioni in cui si trova il protagonista.

Insomma una lettura che mi ha accompagnato per vari viaggi in treno, facendo passare velocemente il tempo nonostante un ritmo abbastanza lento (più che altro all’inizio). Dick come scrittore “mainstream” è stata una sorpresa positiva.

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