Avendo iniziato quest’estate assieme alla mia fidanzata e avendo finito da poco, mi ci sono voluti circa quattro mesi per rileggere “La compagnia dell’anello”, la prima parte de “Il signore degli anelli”.

Sicuramente sono stato meno assiduo di quando da adolescente ci misi solo un mese a leggere tutta la trilogia, ma ciò non vuol dire che non sia stato altrettanto contento. Il tempo passato dalla prima lettura e la visione del film mi avevano fatto dimenticare intere scene, un sacco di dettagli e soprattutto la bellezza e la meraviglia che lo scritto di Tolkien riesce a trasmettere mano a mano che si conoscono la Terra di Mezzo e i suoi abitanti.

La mia parte preferita rimane il tragitto attraverso Moria, dall’apertura del cancello fino allo scontro con il Balrog, che ricordavo abbastanza bene, con negli occhi ancora l’ottima resa data dal film; ma è stato piacevole ritrovare Tom Bombadil o altri passaggi mancanti nel film, come la simpatica scorciatoia che porta ai funghi o l’enigmatico Mirolago.

Avendo troppo in mente il film, colpisce il passare del tempo e l’epicità di dialoghi e eventi. Anche per questo sono stato soddisfatto di aver ripreso in mano il libro. Anche se alcuni modi di esprimersi diventano un po’ un tormentone, come quello di declamare il padre del personaggio che viene nominato: per Aragorn viene fatto una marea di volte! Gli elfi invece sembrano superiori a questa convenzione. 🙂

La traduzione riveduta e corretta (che ho potuto leggere in questa occasione) non si discosta sensibilmente dalla precedente, tranne al cancello di Moria, per un cambio singolare/plurale nella traduzione dall’elfico.

Concludendo, ce ne vorrebbero di più di libri come questo… e ci vorrebbe anche più tempo libero per leggerli!

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