Sono contento di aver reinstallato Opera Browser sul mio sistema, dopo anni che non lo avevo considerato neanche con uno sguardo. Il motivo è più o meno lo stesso per il quale ero arrivato a conoscerlo 15 anni fa circa: gli altri browser “di punta” iniziano ad essere troppo pesanti per l’hardware che utilizzo.

Effettivamente Firefox ha dei tempi di avvio e di risposta in molti casi esasperanti, soprattutto se le altre applicazioni aperte richiedono molte risorse. In tal caso si può navigare con Galeon o Epiphani… però mancano di tutte quelle belle opzioni che rendono più piacevole la navigazione. 🙂

La prova dell’ultima versione di Opera mi ha dato varie sorprese, molte positive ma non tutte.L’installazione è stata facilissima: basta andare su opera.com e chiedere download: ci viene subito proposto di scaricare il pacchetto per la nostra Ubuntu; con un doppio click sul file scaricato, aggiungiamo il pacchetto a quelli attualmente installati. È anche possibile aggiungere un repository ad apt per avere gli aggiornamenti automatici.

Opera parte abbastanza velocemente e presenta un’interfaccia ben curata: niente di rivoluzionario rispetto a quello che si vede nei browser più blasonati, ma semplice e completa. Ho trovato molto carina la pulsantiera all’apertura di una nuova finestra vuota e le tab con le miniature delle pagine visualizzate. I widget mi paiono inutili e non li ho usati, ma è una questione di gusti.

Già da tempo era stata abbandonata la filosofia del “più leggero possibile” e infatti la richiesta di risorse non è molto diversa da quella di Firefox (o almeno così pare lanciandolo da Gnome), ma in generale il programma risulta più veloce e reattivo durante la navigazione e l’utilizzo in generale.

Su alcune cose si nota una maggiore cura per i dettagli di quella dimostrata da Firefox e da alcune delle sue estensioni: ad esempio, la gestione delle password e Dragofly, che è il rivale di Firebug.

Il fatto che abbia attorno a sé una comunità non molto grande e che ci siano pochi plugin non mi è sembrato un male insormontabile. In generale, sono contento di aver riscoperto questo browser; e leggere di Opera Unite, Opera Turbo e altre chicche ha rafforzato questa impressione.

Poi sono cominciate a venir fuori le cose che non mi sono piaciute.

Per prima cosa, le incompatibilità con alcune pagine web: Zimbra, l’FCKEditor installato su alcuni sistemi al lavoro, ad esempio. Mi sembrava di essere tornato indietro di qualche tempo…

Ho voluto inportare i segnalibri di Firefox: facilissimo, c’è un comando apposta, però i segnalibri erano tutti scombinati: erano stati ri-sistemati in ordine alfabetico e senza separatori! Uff, io li avevo messi nell’ordine che piaceva a me!

È presente un sistema di backup e sincronizzazione remota dei segnalibri: non c’è bisogno di scegliere un’estensione per farlo, ma non c’è neanche la libertà di scegliere.

I segnalibri importati vanno navigati e mi fa fatica: ormai mi ero abituato al sistema “places” di Firefox, che trova i segnalibri al volo, e tornare indietro è decisamente faticoso.

Bene, adesso ho due set di segnalibri che non riuscirò mai più a sincronizzare fra loro…

Se la gestione dei segnalibri fosse stata migliore, probabilmente non aprirei più molto spesso Firefox, almeno a casa. Vedremo che succederà in futuro.

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