Non mi ha lasciato indifferente il nuovo film di Terry Gilliam, “Parnassus l’uomo che voleva ingannare il diavolo” (The Imaginarium of Doctor Parnassus), visto due sabati fa al cinema, anche se la mia ragazza ed io eravamo abbastanza cotti e un po’ sonnacchiosi.

Mi piacerebbe essere capace di scrivere una recensione veramente interessante, perché sono davvero contento di aver visto il film e rimangono alcuni però. Ma mi conosco e mi limiterò ad indicare due recensioni, aggiungendo qualche piccola riflessione.

Le due recensioni di riferimento sono:

Sono più d’accordo con la prima: a differenza di altre pellicole di Gilliam, il film non decolla… anzi, decolla benissimo, nel senso che decisamente vola in alto rispetto al piano della realtà ordinaria, ma non sono sicuro che lo spettatore sia un passeggero completamente consapevole e convinto su questo aeroplano. (Ma che ho scritto?) Nick (il diavolo?) con quel nome e con l’aspira-parole, il funzionamento dello specchio nel carrozzone (soprattutto la modalità di uscita e alcune scelte) mi hanno lasciato un po’ perplesso, anche se sicuramente molto affascinato.

Dalla seconda recensione scopro che alla sceneggiatura ha collaborato lo stesso autore di quella dello splendido e sottovalutato “Barone di Munchhausen”: se l’avessi saputo prima avrei esclamato splendido, ma avendolo saputo dopo mi sono limitato a dire peccato che non sia riuscito a riprodurre la stessa magia. Magari è perché del Barone avevo letto il libro anni prima, mentre Parnassus sembra basarsi su miti di cui non ho conoscenza… o forse la morte di Ledger oltre a lasciare incompiute le scene al di là dello specchio ne ha lasciate da fare anche alcune al di qua, e magari l’opera finale ne risente. Peccato (per il film e per la scomparsa di un buonissimo attore).

PS: Non sopporto il trucco del flautino per scampare alla morte: come Saviano (per altri motivi) ha recentemente ricordato in TV, un buon cappio uccide per rottura dell’osso del collo, non per soffocamento.

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